Il Falsomagro in rete


BeRuby: le vecchie email pay-per-click rivisitate

beruby.jpgUna delle solite email dal titolo “Vuoi guadagnare su internet?” mi ha rimbalzato a un link che sa di web 1.0 in una maniera indecente: una paginazza di un html prima maniera che propone un modo semplice, facile, veloce, indolore, per fare un sacco di soldi sul web. BeRuby, questo il nome del fantomatico servizio che millanta guadagni succulenti propone un modo semplice di fare soldi.

Ti iscrivi al servizio clicchi sui siti inserzionisti e guadagni (secondo loro). Puoi guadagnare in tre modi: con visita, con registrazione o con acquisti. La cosa ha un’aria stantia, rivisitata con un semplice make-up grafico, che rimanda al vecchio metodo delle email con la formula pay-per-click.

I siti che danno una remunerazione per la semplice visita sono praticamente ininfluenti ai fini dei guadagni, mentre i guadagni più consistenti sono quelli relativi all’iscrizione ai servizi (spesso a pagamento).

Gli errori nella vita digitale passata possono rovinare la vita reale futura

colbert-nation.jpgFoto imbarazzanti, piccoli segreti personali, posizione geografica e molti altri dati personali sono il pane quotidiano e il motivo di esistere dei social network. Una foto goliardica di oggi potrebbe però essere la vergogna di domani, così come un post un po’ caustico sulla nostra bacheca.

Il trend più seguito dai reclutatori di personale è quello di andare a spulciare il profilo Facebook, LinkedIn, Flickr, FourSquare e via dicendo dei candidati dopo averne letto il curriculum, a volte anche prima. Insomma, gli errori nella vita digitale passata possono rovinare la vita reale futura.

Un concetto da tenere bene presente, soprattutto quando si parla di social network, strumenti molto utili, ma che spesso si muovo al limite sul crinale del rispetto della privacy. Il problema è esposto in modo chiaro, caustico e molto divertente anche in un intervento di Stephen Nation, video che mi ha davvero fatto diventare fan di quest’uomo!

The Colbert Report Mon - Thurs 11:30pm / 10:30c
The Word - Control-Self-Delete
www.colbertnation.com
Colbert Report Full Episodes 2010 Election Fox News

Le iene, il Gabibbo… qualcuno risponderà?

sos-gabibbo.jpgIl post sulla truffatrice che si spaccia per l’affidabile Avvocato Giuseppe Perna o Giuseppe Pellegrino sta raccogliendo un numero crescente di persone toccate dalla truffa sui siti di aste ed annunci. Canon EOS 7D, Nikon D300, Bimby, tutti regali che il truffatore avrebbe ricevuto in regalo e che venderebbe a prezzi stracciati 400-450 euro per recuperare qualche soldino.

Molti utenti si sono insospettiti e grazie alle inchieste del Falsomagro si sono risparmiati la truffa, molti altri invece hanno scoperto il trucco dopo il pagamento. Ho personalmente segnalato la truffa a Le Iene parecchi mesi fa, ma non ho avuto risposta, oggi ho provato con SOS Gabibbo  di Striscia la Notizia, magari la cosa può risultare interessante per Max Laudadio o per Moreno Morello….

Il servizio ha ricevuto la mia mail e mia ha ringraziato, vedremo ora se decideranno di far salire la vicenda agli onori della cronaca, sarebbe un bel colpo per la nostra astuta truffatrice, sicuramente la fetta di pubblico raggiungibile dalla TV è ancora maggiore di quella del web, soprattutto è meno “sgamata” e più bisognosa di consigli per tutto ciò che riguarda il prevenire le truffe online.

Facebook si geolocalizza

facebook-places.gifSulla scia del successo di Gowalla e Foursquare e prima che Google Places possa cominciare a scalare le classifiche, anche Facebook si butta sul tema del Location Based. Facebook Places (uhm…un nome che sa di già sentito?) è nato per ora negli Stati Uniti e rispetto all’aspetto competivo-ludico di Foursquare, che instaura vere e proprie gare per diventare il Mayor di un determinato posto, punta sulla sua caratteristica pricipe: le relazioni con gli amici. Sarà possibile vedere chi degli amici è in un posto o nelle vicinanze, oppure invitare i propri contatti a incontrarci nel luogo in cui abbiamo fatto il check-in.

Facebook certamente punta ad continuare sulla scia del successo che hanno avuto i tag sulle foto. La possibilità di taggare amici nei posti dove si fa il check-in invaderà le bacheche della gente, che dopo le taggature nelle foto più improbabili, si troverà taggata anche in luoghi e orari precisi, sarà necessario prendersi la briga di analizzare bene le proprie impostazioni di privacy…

La chiave di volta sarà il numero di early adopter e il seguito che sapranno costruirsi: poi la vera spinta arriverà dalla pubblicità, che visto l’elevatissimo numero di iscritti a Facebook non si lascerà scappare la possibilità di presentare annunci di “vero” interesse basandosi sulla posizione dell’utente, offrendogli ad esempio una pizza scontata non a casa, ma all’angolo della via dove effettivamente egli si trova.

Rientro tecnologico dalle vacanze amaro

curve_8900smartphone.jpgPeggio di così, tecnologicamente parlando, non si può. Al rietro dalle ferie sono stato accolto simpaticamente dal modem ADSL che non becca più la portante, lasciandomi a casa senza internet e con un Wi-Fi praticamente inutile. Al tentativo di ripiegare sul web fornito tramite smartphone BlackBerry Curve 8900 e connessione Vodafone con Internet Mobile ho avuto una nuova pessima sopresa: il cellulare mi accoglie con una schermata bianca, un simbolo con un’icona sbarrata e il poco rassicurante messaggio “Reload Software 552“.

Ora mi sono imbarcato nella difficile operazione di salvataggio del mio BlackBerry, con la fiducia che BlackBerry Protect, installato in beta poco prima di partire per le ferie, mi permetta di ripristinare il mio cellulare alla data del backup il 31 luglio… Auguratemi buona fortuna

Chiuso per Scozia

Chiudo e vado in Scozia sulle tracce del whisky… mentre mi rilasso penso anche a come essere più costante con la pubblicazione qui sul Falsomagro.

Farsi pubblicità su Facebook

wedding-thumb.jpgNonostante le preoccupazioni crescenti che serpeggiano nell’utenza legate al tema privacy, Facebook e i social network possono aprire porte e prospettive interessanti, naturalmente se utilizzati con cognizione di causa. In questi ultimi giorni sono molto stupito dal moltiplicarsi di ricerche come “come sapere chi va a vedere il tuo profilo su facebook” o “se non vuoi si visiti il tuo profilo“.

Se non vuoi che nessuno lo visiti o non lo apri, oppure lo rendi privato, ma a quel punto tutto il “social” va perso e non so che utilità possa avere, nel caso della domanda su chi vede il nostro profilo, invece ho già trattato l’argomento in questo post.

Perché togliere l’aspetto social a Facebook? È una delle poche vere utilità.  Ad esempio io sono sempre un po’ restio a mettere le foto su Facebook, soprattuto per l’annosa questione dei diritti, che forse non si è mai chiarita del tutto. Per stare sicuro ci piazzo il mio watermark e le carico a bassa risoluzione, in modo che l’uso non autorizzato che se ne può fare rimane alquanto limitato. Sta di fatto che con tutti gli accorgimenti del caso (la cognizione di causa che citavo in apertura) le foto le condivido eccome.

Le condivido perché è bello, perché posso raggiugere in modo semplice amici a cui sarebbe difficile inviare le foto, perché le foto possono stimolare interessanti conversazioni. E poi, e qui veniamo al titolo, per chi come me ama la fotografia e un giorno vorrebbe fare le cose un po’ più sul serio, Facebook e i social network (quelli specializzati come Flickr e Picasa e simili) sono un’ottima vetrina, uno spazio per farsi pubblicità gratuita. L’altro giorno dopo che sono cominciate ad apparire online le foto di un matrimonio che mi vedeva in veste di fotografo ufficiale, un’amica mi ha contattato per sapere se ero disponibile anche per altri matrimoni, visto che aveva una coppia di conoscenti in cerca del fotografo per il proprio giorno più bello.  Interessante, no?

Paura dell’autovelox e phishing

Le vie del Phishing sono infinite; quelle del Malware pure. Potremmo plagiare così il noto adagio: la creatività dei cybercriminali è davvero stupefacente, ma quello che mi stupisce ancora di più è la capacità di leggere la società, le sue paure, i suoi bisogni i suoi interessi, degna del miglior sociologo.

In questo caso lo stupore nasce da una mail che diligentemente il buon ZeroKilled mi ha girato, una mail dal testo in perfetto italiano, dal fare decisamente ingannevole e che fa leva su uno dei timori che ultimamente attanaglia di più l’italico popolo: perdere punti della patente.

L’eccesso di velocità è una delle infrazioni più temute e i navigatori satellitari hanno avuto grande successo nel proporre allarmi in corrispondenza delle postazioni autovelox. Il problema è avere i dati aggiornati e, forse non tutti lo sanno, per venire incontro ai cittadini, ma soprattutto per favorire la prudenza nei tratti di strada più rischiosi e coperti di conseguenza da autovelox, la Polizia di Stato ha cominciato da qualche tempo a pubblicare l’elenco aggiornato delle postazioni, direttamente dal suo sito con cadenza settimanale (qui).

Chi non è a conoscenza di ciò potrebbe invece cadere nella trappola preparata dalla mail di cui vi parlavo, il cui testo, in apparenza in arrivo dall’indirizzo  info@auto.it recita:

“La Polizia di Stato rende pubbliche le tratte stradali dove sono operativi, giorno per giorno, gli strumenti di controllo della velocità. Un modo per invitare gli automobilisti a moderare l`andatura rispettando i limiti e prevenire così gli incidenti. E` importante tenere la velocità sotto controllo.
L`elenco degli autovelox è aggiornato settimanalmente.
Con la collaborazione della società Autostrade per l`Italia si può vedere la mappa dei tutor.

Il ministro dell`Interno ha emanato la nuova direttiva sulle modalità di utilizzo degli apparecchi rilevatori di velocità. Pubblicato anche il protocollo operativo

Autovelox

L`elenco delle postazioni fisse”

Il link non riporta al sito che ho segnalato io sopra, ma punta a un dominio “numerico” (http://200.35.56.170/psd/index.html)  dovesi viene catapultatiin un pannellino, a prima vista adibito alla scelta delle postazioni di interesse.

 finta-polizia-autovelox.jpg

Chrome molto diligentemente segnala subito l’aspetto sospetto dell’applicazione JAVA, che ha come (improbabile) autore Microsoft.

finta-polizia-chrome-alert.jpg

Cosa succeda eseguendo l’applicazione non sono certo andato a scoprirlo, la prudenza in questi casi è sempre d’obbligo, tanto poi che i dati sono belli in chiaro sul sito della polizia!

Garmin Connect

garmin-connect.jpgOra che ci si può mettere al polso un GPS allenarsi è certamente più facile: anche i percorsi nuovi senza punti di riferimento possono essere fatti sapendo istante per istante la propria posizione, il passo, la distanza percorsa e naturalmente il tempo impiegato.

Grazie alla fascia cardio è poi possibile tenere sott’occhio i battiti del cuore e  avere un’idea immediata di come si sta svolgendo l’allenamento. Oltre alle fasi della corsa il GPS risulta utile anche per la revisione e la costruzione di uno storico dei propri allenamenti.

Utilizzando i GPS Garmin è possibile accedere a Garmin Connect, una piattaforma online per lo storage e la condivisione delle proprie prestazioni, molto comoda da usare e senza necessità di back-up periodico. Caricando una traccia è possibile rivederla sulla mappa o sulle immagini satellitari di Google Maps, conoscendo punto per punto la velocità, la pendenza, a frequenza cardiaca e tutti i dati utili a giudicare l’allenamento. Unico neo, ci sono le possibilità di condivisione, ma manca l’aspetto “social”: non è possibile aggiungere amici, cercare i loro itinerari, fare confronti, è possibile solo vedere gli itinerari fatti su una data posizione della mappa.

Rispetto al programma per PC che utilizzavo prima, Sport Tracks, la piattaforma online ha la comodità di essere accessibile da più PC e con i dati in arrivo da diversi dispositivi, mentre Sport Tracks ha qualche problema a gestire più di un dispositivo e inoltre non è compatibile con il GPS che uso attualmente, il piccolo Garmin Forerunner 110. Un esempio? La corsetta di oggi in pausa pranzo:

Internet e minori: opportunità e pericoli

Dove ci sono molte opportunità spesso ci sono anche tante opportunità per criminali e brutta gente. Internet è l’esempio che più viene tirato in ballo: meritevole del Nobel per la Pace per alcuni, luogo di demoniaca perdizione per altri. La virtù non sta nel mezzo, semplicemente accanto all’uso positivo di uno strumento nato per mettere in comune la conoscenza vi sono sacche di delinquenza, ma come in tutte le cose.

In particolare  una categoria come quella dei minori è molto esposta in un luogo “aperto” come il web:  in particolare i bambini tendono a fidarsi troppo dei propri amici virtuali con il rischio di rivelare, spesso inconsapevolmente e sempre all’oscuro dei propri genitori, delle informazioni personali, oppure estorcere dei soldi o anche di poter incontrare, nella vita reale, soggetti le quali intenzioni non sono trasparenti e come potrebbero apparire.

Un interessante articolo di Kaspersky analizza però ancheil risvolto della medaglia, ossia quando i minori si rendono protagonisti di azioni illegali o amorali, con una responsabilità oggettiva che alla fine va a ricadere sulle spalle degli inconsapevoli genitori.

Il problema sta proprio nella parola “incosapevoli”, termine che non dovrebbe esistere.  L’autore dell’articolo suggerisce che uno dei metodi più efficaci per i genitori di tenere i propri figli al sicuro è di navigare in rete insieme spiegando loro, volta per volta, che cosa è sicuro e che cosa è potenzialmente rischioso, aiutandoli soprattutto a capire quale realtà si possa nascondere dietro le persone virtuali.

Questo tipo di approccio, combinato con l’impiego di soluzioni software che includano la funzione di “Parental Control” è la cosa migliore per inserire l’uso di internet da parte dei minori nella miglior cornice possibile. Come mi è già capitato di dire, il dialogo genitor-figli spesso risulta ben più importante di un antivirus aggiornato o di un parental control impostato alla perfezione.