Il Falsomagro in rete



Gratta&Vinci: se sono gratis perché non provare

Il 2010 si appresta ad essere l’anno dei “Concorsoni“, dei Gratta&Vinci, delle ruote della fortuna online. Vi ho già parlato in un post di KingoLotto, una sorta di tombola online gratuita, che ogni giorno vi permette di giocare gratuitamente 10 schedine. Online ho trovato anche Concorsone e Jackpot Scratch.

Il primo è del tutto simile a Kingolotto e vi offre la partecipazione gratuita giornaliera al Bingo online, ricavando guadagni dagli annunci pubblicitari che vi dovete sorbire in pop-up ad ogni giocata. Il secondo invece vi attira con 7 euro di bonus all’iscrizione, utilizzabili sui diversi servizi della piattaforma di gioco.

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In questo caso i creatori vi attirano con delle giocate gratuite e poi contano che la piattaforma vi piaccia e vada a sostituire per comodità le vostre giocate settimanali al tabacchino. Anche in questo caso tentar non nuoce, ma se non volete cominciare a spendere fermatevi in tempo!

iPad: i cybercriminali si fregano le mani

Lo diciamo spesso qui sul Falsomagro: ogni volta che un argomento balza prepotentemente agli onori della cronaca e risveglia le googolate degli utenti, gli hacker si fregano le mani. Tanto interesse significa tanto traffico web, e molte pagine generate significano più possibilità di nascondere da qualche parte del malware.

apple-ipad.jpgInoltre capita spesso che questo tipo di argomenti, come il lancio dell’Apple iPad, risvegli la curiosità tecnologica degli utenti anche meno smaliziati, quelli, per intenderc, più esposti alle trappole degli hacker. Sistemi e browser poco aggiornati, tendenza a cliccare qualunque cosa che si muove e voglia di approfittare di offerte incredibili, sono un mix deleterio, che porta più infezioni di un giro in ospedale…

 

La blogosfera italiana sotto la lente di una Social Network Analysis

Avete mai provato a dare uno sguardo d’insieme alla blogosfera italiana? A spizzichi e bocconi ognuno si fa la sua idea dei trend e delle relazioni che esistono tra le diverse anime della folta schiera di blogger italiani, ma andare a fare un’analisi allargata e d’insieme è un’impresa complessa. A livello globlale ogni anno c’è la mappa WebTrends a schirire le idee, ma a livello italiano?

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Ci ha provato Vincos Blog applicando la tecnica Social Network Analysis, andando dapprima a considerare i 500 blog più citati nel secondo semestre del 2009 e cercando di capire le relazioni tra essi e tra tutti i blog che che vengono coinvolti dai link in entrata e uscita. Cito Vincos

“La SNA che origina dai contributi di Jacob Levi Moreno, il fondatore della sociometria, scienza che analizza le relazioni interpersonali, permette di far emergere i nodi centrali (hub) di un certo sistema di relazioni, ma anche i soggetti ponte (bridge) che rendono possibile la comunicazione tra due sotto reti (clique) distanti”.

La nuvola di relazioni non è di facilissima decriptazione, però rende ragione delle aree di interesse dei diversi blog e delle relazioni, inter-relazioni e correlazioni che si instaurano nel panorama del web 2.0 e non italiano. Troviamo il Tagliablog nel cuore della sua nicchia e Appunti Digitali in zona più periferica, in linea con la posizione che i due blog occupano nel panorama “Social” italiano. Per il momento i blog mappati sono 1741, chissà se in futuro anche il Falsomagro o Appunti Fotografici riusciranno ad entrare nella mappa.

LightSpeaker: luce e musica

L’etichetta gadget raccoglie le stranezze tecnologiche in giro per la rete, al cune utili, altre di dubbia utilità. Francamente non saprei dove mettere LightSpeaker, che concettualmente è molto interessante, ma poi nella pratica non so quanto sia comodo. Partiamo dal problema che vuole risolvere: volete ascoltare la musica in giro per casa, ma il vostro stereo/PC non è trasportabile e non potete alzare il volume così tanto da riuscire a far arrivare la musica dalla sala fino al bagno?

Comprate delle casse senza fili! “Si ma poi mi tocca attaccarle, ho fili in giro, occupano spazio e ad esempio in camera non ho prese libere ne superfici su cui appoggiarle“. Tale critica è sensata.

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Quello che hanno inventato LightSpeaker hanno pensato di risolvere tutto d’un botto tutti i problemi, creando un oggetto che si attacca come una lampadina, ma è capace di connettersi alla base (attaccata allo stereo) e permettervi di ascoltare la vostra musica preferita ovunque in casa vostra ci sia un portalampada, senza rinuciare alla luce, in quanto è anche dotato di LED.

Veramente plug&play, peccato però che sia necessario dotarsi di una base che trasmetta la musica. Poi è possibile gestire la musica a zona, ma a quel punto, dovendomi dotare di un kit completo preferisco la soluzione Creative, con le tecnologie X-Fi Crystalizer, che offrono anche un netto miglioramento della qualità audio.

La generazione Google e Wikipedia

wikipedia-logo.jpgI ragazzi che frequentano adesso le scuole medie e i primi anni delle superiori potrebbero essere definiti la “Generazione Google e Wikipedia”. La riflessione la facevo qualche giorno fa, ma è tornata d’attualità dopo un articolo del direttore del Sole24Ore, Gianni Riotta, sul web e sull’appiattimento dei contenuti a causa del web, in particolare dell’user generated Web 2.0; si tratta di un’intervista a Jaron Lanier, personaggio noto ai lettori di Wired, di cui è una delle firme più note.

I ragazzi quando vengono incaricati di una ricerca troppo spesso si limitano a un copia/incolla non ragionato della prima fonte nella maggior parte delle volte è proprio il motore di ricerca di Mountain View, le cui pagine sono giornalmente scalate dai contenuti in arrivo dall’enciclopedia libera.

Come dice Lanier “Se volete sapere qualcosa la chiedete a Google, che vi manda a Wikipedia, punto e basta“. Un copia e incolla per altro poco furbo, tanto che se aprite uno dei loro contenuti, che magari vi hanno mandato via email come articolo su un tema assegnato per il giornalino locale, in formato html vi ritrovate non solo le stesse parole di Wikipedia, ma anche tutti i link allegati.

Certo anche noi quando eravamo a scuola attingevamo all’enciclopedia, ma per ragioni tecniche (dovevamo scrivere a mano!) c’era almeno un passaggio di rielaborazione del testo e spesso una ricerca su più fonti, anche per trovare qualcosa di meno criptico della Garzantina o dell’enciclopedia DeAgostini. Ora invece Wikipedia è scritta dagli utenti per gli utenti, in modo molto più “potabile”, anche se (e questo passaggio forse non è chiaro ai più giovani) in modo molto meno autorevole.

Se prima ogni voce era frutto di lunghe verifiche storiche, oggi su Wikipedia può capitare di imbattersi in voci che riflettono l’opinione personale di chi le ha scritte, soprattutto in quei casi in cui l’essere di “nicchia” di alcuni argomenti non sottopone gli scritti al giudizio e alla revisione di molti altri utenti.

L’idea che tutti possano contribuire al sapere enciclopedico è affascinate, ma il problema della verifica della realtà di quanto è scritto si pone come una urgenza. Prima ci si affidava all’autorevolezza dell’istituto che pubblicava i tomi, certamente opinabile, sicuramente in alcuni frangenti non condivisibile del tutto, ma comunque frutto di ricerche e studi. Ora su Wikipedia è difficile stabilire il grado di autorevolezza dell’autore.

A volte può essere maggiore di quello dei Diderot (nel caso ad esempio di voci scientifiche riempite da super esperti del settore che a volte non rientrano nella cerchia degli istituti che pubblicano le enciclopedie), ma a volte può esserne ben lontano.

Le parole di Lanier si spingono a un livello anche superiore analizzando come sia Google che Wikipedia siano le forme di accesso del mondo attuale al sapere, ma che siano divisi da profonde differenze “Google come aggregatore industriale di sapere, Wikipedia come aggregatore volontario di sapere“, “un’azienda strepitosa e un gruppo sterminato di volontari, che non possono continuare a mischiare diamanti e cocci di bottiglia“. Tutto ruota attorno al complesso concetto di verità, non così scontato come potrebbe sembrare…

Haiti: occasione per cybercriminali senza ritegno

haiti-earthquake.jpgI cybercriminali sono davvero una specie senza ritegno: giusto l’altro giorno parlavamo dei numeri del fenomeno spam e malware, ricordando come eventi di interesse internazionale corrispondessero a picchi nell’attività di spammer, scammer e hacker.

Notizia di questi giorni, segnalata da McAfee è che anche il terremoto di Haiti è divenuta fonte di guadagni illeciti per i criminali informatici. Le coscienze di tutto il mondo si sono smosse per fare qualcosa in favore della popolazione centramericana, colpita da un sisma che non si vedeva da secoli: in particolare gli utenti hanno aperto i loro portafogli per effettuare donazioni.

Uno dei mezzi più utilizzati per questa operazione è il web e Google è in testa alle classifiche d’uso per la ricerca di informazioni. I ricercatori McAfee hanno trovato molto in alto nel ranking del motore di ricerca in relazione alle parole chiave relative al disastro di Haiti diverse pagine create ad hoc installare malware e riuscire ad intercettare le donazioni o i dati delle carte di credito, sfruttando in particolare una vulnerabilità di Internet Explorer.

Lo ripeto: sono davvero senza ritegno

Email: il 92% è spazzatura

Ogni tanto le aziende che si occupano di sicurezza informatica fanno i conti e i dati che ne emergono sono sempre impressionanti. L’ultima ricerca è di Panda Software e stabilisce che il 92% delle email in circolazione è spazzatura: spam, scam, malware, truffe e via dicendo.

obama-spam.jpgPiù di 9 email su 10 sono da buttare insomma. Considerando che ogni email per “vivere” sul web richiede risorse energetiche potremmo quasi dire che una delle soluzione più drastiche contro il riscaldamento globale sarebbe azzerare lo spam. I server dovrebbero lavorare meno e l’energia non andrebbe sprecata.

Nell’ultimo anno il pattume informatico ha avuto dei picchi impressionanti; come riporta il buon Fabio Boneschi sulle pagine di Hardware UpgradeGli esperti di Panda hanno rilevato ben 25 milioni di nuove forme di malware in un solo anno, che va paragonato ai 15 milioni rilevati in 20 anni di attività della multinazionale”.

I picchi seguono gli eventi a livello internazionale, per sfruttare la curiosità della gente e avere più possibilità di andare a segno. Ad esempio attorno all’elezione di Obama si erano scatenati i cybercriminali, confezionando email infette che invitavano a cliccare su link che mostravano un fantomatico video scandaloso con protagonista il futuro presidente USA oppure su quelli che informavano sulla cancellazione (anch’essa fantomatica) della cerimonia di insediamento.

Neonisi - Semplice clone di eBay?

neonisi.gifIn realtà non mi è ancora ben chiaro cosa sia praticamente, se un semplice clone di eBay, come i tanti subito.it e amici vari, o se effettivamente possa rappresentare qualcosadi diverso. Sto parlando di Neonisi, un servizio che di definisce così: “Il nome deriva da due parole greche: “Neos” e “Nisi”, che significano rispettivamente “Nuova” ed “Isola”. Il motivo di questa scelta è stato l’obiettivo principale che si pone la piattaforma: creare una nuova isola nello sconfinato oceano del web dove coloro che sono intenzionati a fare business online possano approdare in modo sicuro e divertente.

Cosa effettivamente sia non è ben chiaro nemmeno nel FAQ alla domanda “Perchè questo sito è diverso dagli altri?“, la cui risposta è “A differenza degli altri Market Place, questo sito vuole essere un vero e proprio Business Place. Ovvero un posto in cui è possibile comprare, vendere e guadagnare su Internet attraverso innovativi sistemi creati appositamente per questa piattaforma.

 Voi ci avete capito qualcosa? In ogni caso io mi sono iscritto, se volete fare altrettanto cliccate qui.

Elena e il Falsomagro ora anche su Appunti Digitali

elena-scammer.jpgI lettori del Falsomagro che frequentano anche Appunti Fotografici lo sanno già da qualche tempo, grazie a questo post: il sottoscritto ora è un vero blogger, con uno spazietto tra i professionisti della bloggata di Appunti Digitali, il blog del network di Hardware Upgrade.

Per ora sto riversando in Appunti Digitali le passioni che trovano spazio sui miei blog: email, spam e fotografia digitale. Non potevo quindi non far salire agli onori della cronaca di AD anche una delle indiscusse protagoniste della storia del Falsomagro, la nostra bella Elena, la scammer per eccellenza.

Come prevedevo l’argomento ha preso anche i lettori di Appunti Digitali subito pronti a dire la loro nei commenti a proposito di stufe, inverni russi, scammer e buon cuore della gente.

100K - Tempo di tirare le somme

Il Falsomagro nel 2009 ha superato la soglia delle 100.000 pagine generate, arrivando per l’esattezza a quota 103.039, con 62.276 utenti unici. Non sono grossi numeri, ma confrontandoli con le speranze iniziali rappresentano una bella soddisfazione. I dati sono quelli di LLOOG, che uso giornalmente per vedere le pagine da cui gli utenti atterrano sul Falsomagro, in particolare le ricerche su Google.

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Google Analytics ha dei conti leggermente diversi, ma coerenti, con 56.022 unici, ma 107.993 pageviews.  Da Analytics è interessante vedere lo storico delle pagine più visualizzate, che vede in testa il post su “Google e le foto di vagine“, che ha un numero di visualizzazioni che stacca ampiamente le altre posizioni che, anche sommando dalla 2 (l’homepage) alla 5 non arrivano alle 13.204 views fatte dal post dal titolo “piccante“.

Obiettivi per il 2010? Incrementare ancora un po’ il traffico, che non fa mai male, ma soprattutto aumentare i tassi di conversione degli annunci, che quest’anno, nonostante l’incremento deciso del traffico, non mi hanno portato un aumento dei guadagni comparabili. Certamente la crisi economica ha fatto la sua parte, con le revenue per click di Google che hanno raggiunto minimi storici nel corso dell’anno.

Buon 2010 a tutti!